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I soggetti con una personalità borderline, la maggior parte dei quali sono donne, sono instabili rispetto alla loro auto-immagine, all’umore, al comportamento e ai rapporti interpersonali. I loro processi di pensiero sono maggiormente disturbati di quelli dei soggetti antisociali e la loro aggressività è spesso rivolta verso se stessi. Sono più prone alla rabbia, più impulsivi e maggiormente confusi circa la propria identità rispetto agli individui con una personalità istrionica. La personalità borderline diventa evidente nella prima età adulta e tende a ridursi in tarda etàLe persone con una personalità borderline riportano spesso di essere stati trascurati o abusati quando erano bambini. Di conseguenza, si sentono vuote, arrabbiate e ritengono di meritare consolidazione. Hanno rapporti interpersonali molto più drammatici ed intensi rispetto ai soggetti del Cluster A. Quando temono di essere abbandonati da una persona con ruolo di accudimento, tendono ad esprimere rabbia inadeguata ed intensa. Le persone con una personalità borderline tendono a vedere gli eventi ed i rapporti come neri o bianchi, buoni o cattivi, ma mai neutrali. Se le persone con disturbo borderline di personalità si sentono abbandonate e sole, possono domandarsi se esistono realmente (senso di irrealtà). Possono diventare estremamente impulsive, ingaggiando condotte promiscue, abusando di sostanze, o attuando comportamenti auto-lesivi. A volte sono così poco in contatto con la realtà da evidenziare brevi episodi psicotici, paranoicali e/o allucinazioni. I soggetti con personalità borderline si recano spesso dal medico di base. Tale disturbo, inoltre, costituisce il disordine di personalità più comunente trattata dai terapisti, dal momento che i soggetti borderline cercano spasmodicamente qualcuno che si occupi di loro. Tuttavia, dopo ripetute e frequenti crisi che generalmente tali soggetti presentano, le vaghe e infondate richieste d’aiuto, la scarsa aderenza al progetto terapeutico i clinici che si occupano di loro possono facilmente rinunciare a seguirli a causa della frustrazione o dell’idea erronea che il paziente voglia solo consolazione piuttosto che impegnarsi seriamente nel cambiamento. |